Si comunica che gli uffici Cia Ferrara, dal 5 di agosto al 16 settembre, seguiranno uno schema di chiusure per la necessaria fruizione delle ferie da parte del personale. In questo periodo si prevede chiusura generale in data del 16 agosto e presenze ridotte con dimezzamento del personale nelle settimane dal 12 al 14 agosto e dal 19 al 23 agosto.
Ancora una volta fenomeni atmosferici improvvisi e violentissimi hanno falcidiato le colture del territorio, in particolare frutteti ma anche mais e sorgo, tutto in piena fase di maturazione o pronto per la raccolta. “In pochi minuti – racconta Luca Pritoni, produttore di Francolino – il vento ha praticamente sradicato mais e sorgo e la grandine ha rovinato pere e mele negli impianti non protetti dalle reti. Purtroppo quest’anno ho scelto di non assicurarmi, una decisione che può apparire non saggia, considerando che il clima è mutato e fenomeni atmosferici colpiscono ormai in maniera violentissima. Ma, visti i prezzi pagati per i prodotti e il costante aumento dei costi, un’azienda agricola per avere un minimo di reddito a volte è costretta a rischiare”.
Aziende agricole in difficoltà per i cali produttivi generalizzati dovuti all’andamento climatico che non ha risparmiato neanche i cereali, in particolare il frumento duro. Cia – Agricoltori Italiani Ferrara lancia l’allarme per un’annata disastrosa per gli agricoltori, che riusciranno a stento a ottenere un reddito, indipendentemente dal tipo di coltura sulla quale hanno investito.
Le temperature che sfioreranno i quaranta gradi nelle prossime ore non sono solo un estremo disagio per le persone e un danno ad alcune produzioni del settore agricolo che andranno certamente in sofferenza. Sono il segnale di uno squilibrio climatico che è diventato “strutturale” e che, secondo uno studio dell’Onu, cancellerà gli ultimi 50 anni di progressi e causerà 120 milioni di nuovi poveri”, spiega Stefano Calderoni presidente di Cia – Agricoltori Italiani.
Un mese di maggio anomalo a livello climatico e le violente precipitazioni e grandinate che si sono abbattute in molte zone della regione lo scorso sabato, non hanno lasciato scampo alle aziende agricole che rischiano di rimanere senza reddito. In questo contesto arriva da parte del Ministero delle Politiche Agricole una proroga al 1° luglio per richiedere l’anticipo del 50% sulle somme dovute agli agricoltori nell’ambito della politica agricola comune. Un’iniziativa sollecitata da tutte le Organizzazioni Agricole che per Cia – Agricoltori Italiani Ferrara rimane insufficiente per sostenere le aziende, in particolare quelle a vocazione orticola e frutticola, che si trovano a vivere davvero un annus horribilis.
Una delegazione di CIA-Agricoltori Italiani Ferrara e ANP, guidata dal nostro presidente Stefano Calderoni e dal presidente provinciale di ANP Rolando Tuffanelli, ha incontrato il prefetto Michele Campanaro.
“Nel ferrarese, in particolare nelle zone del Delta, la canapa è stata una delle colture di punta almeno fino agli anni ’50, perché qui ci sono clima e terreno adatti. L’Italia, poi, era il secondo produttore mondiale dopo la Russia e contava fino a 100mila ettari seminati per un milione di quintali prodotti. Strano constatare che adesso si discuta di questa produzione associandola genericamente alla “droga”, anziché promuovere la canapa Made in Italy come alternativa da reddito alle produzioni cerealicole – spiega Massimo Piva, vicepresidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara.
“Le decisioni prese a livello europeo incidono profondamente sul nostro agroalimentare, per questo il 26 maggio occorre andare a votare, per scegliere chi saranno i nostri rappresentanti a Bruxelles. Esprimere la propria volontà è sempre importante a ogni livello, ma questo è davvero un voto essenziale per il settore agricolo” – dice Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara a pochi giorni dal voto per le elezioni Europee.
Cia – Agricoltori Italiani Ferrara aderisce alla mobilitazione promossa da Cia Nazionale il 17 maggio, per chiedere la riforma radicale della legge 157/92 che regola la gestione della fauna selvatica. Un fenomeno esteso, difficile da arginare, capace di provocare danni al settore agricolo fino a 60 milioni di euro e minacciare la sicurezza dei cittadini.
La questione fauna selvatica è diventata insostenibile su tutto il territorio nazionale. La crescita dell’incidenza dei danni al settore agricolo, è esponenziale. Ogni valutazione o stima viene immediatamente superata nei fatti e la legislazione vigente risulta totalmente inadeguata ad affrontare i problemi odierni.